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Neuropsicologia e psicoterapia

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seduta di psicologa
Psicologia

Intendiamo la psicoterapia come l’arte dell’incontro; per cui, al centro del percorso terapeutico, c’è la relazione tra il terapeuta, esperto di un metodo, e il paziente, esperto delle proprie interpretazioni, del proprio problema e della propria storia. In questo senso, la psicoterapia diventa un percorso di conoscenza nel quale, camminando uno affianco all’altro, il terapeuta accompagna la persona in un processo di esplorazione e comprensione della propria modalità di leggere il mondo. Un viaggio, dunque, per raggiungere una (nuova) consapevolezza di sé, costruire e ricostruire la propria storia di vita alla ricerca dei significati personali che essa ha e può aver avuto e per dare, alla luce di questa, senso alla propria sofferenza. I sintomi, i disturbi o “il sentirsi bloccato”, che spesso spingono la persona a chiedere aiuto vengono considerati, in primis, come un qualcosa a cui cercare un senso e una funzione nella storia di vita di quella persona per poter, poi, costruire delle alternative, avviare un cambiamento dinamico e raggiungere un nuovo equilibrio che la persona possa sentire più coerente con sé.

 

Approfondimento

La psicoterapia è, di fondo, una relazione tra il terapeuta, esperto di un metodo, e il cliente, esperto delle proprie interpretazioni e del proprio problema: essi costruiscono insieme un nuovo modo di osservare la situazione e quindi anche un nuovo modo di farvi fronte. È dunque un laboratorio in cui, attraverso varie tecniche, terapeuta e cliente mettono in atto degli “esperimenti” che permettono di testare nuove interpretazioni e, progressivamente aiutare la persona a sperimentare nuovo approccio anche nella sua vita quotidiana al di fuori della terapia. La psicoterapia è un percorso di conoscenza, un “viaggio” che la persona compie in compagnia del terapeuta.

La psicoterapia è, allora, soprattutto un’esperienza, che si snoda attraverso la costruzione e ricostruzione della propria storia di vita, alla ricerca e alla riconsiderazione dei significati personali che essa ha o può aver avuto. Pone al centro del suo interesse l’individuo e le sue relazioni e le sue modalità di dare senso e significato al suo mondo. La psicoterapia ha come obiettivo la possibilità di offrire un cambiamento importante nella vita dell’individuo, favorendo la possibilità di inventare modi alternativi per affrontare l’esperienza di vita stessa. La psicoterapia non prevede un percorso temporalmente stabilito ma questo viene definito durante il percorso con il paziente valutando l’evoluzione e l’utilità di una continuazione o interruzione del percorso.

Terapia occupazionale

 La terapia occupazionale è la professione sanitaria della riabilitazione che ha come obiettivo il raggiungimento del più alto livello di autonomia nelle attività significative della vita quotidiana, che sono definite occupazioni.

L’intervento si rivolge a persone che presentano difficoltà/disabilità cognitive e/o fisiche temporanee, progressive o permanenti che compromettono lo svolgimento in autonomia delle occupazioni comprese nelle tre sfere della vita: cura di sé, produttività e tempo libero.

 

Approfondimento

L’intervento del terapista occupazionale si svolge rilevando risorse e limiti delle capacità personali, della struttura delle occupazioni e della loro sequenza (è infatti l’esperto dell’analisi dell’attività), dell’ambiente fisico e umano in cui vengono svolte, e proponendo soluzioni di acquisizione o di compenso per farne
fronte, mantenendo ruoli e ottenendo la massima partecipazione possibile alla propria vita.
Si effettuano trattamenti in tutti i luoghi di vita, dal domicilio al posto di lavoro/scuola ai luoghi del tempo libero con bambini, adulti e anziani con qualunque tipologia di disabilità.

ADULTO/ANZIANO
Le disabilità che coinvolgono l’età adulta e l’anziano sono molteplici. Possono essere di natura traumatica o organica (secondarie a patologie specifiche). Esempi di cause possono essere l’ictus ischemico o emorragico, distrofie muscolari e altre patologie neurodegenerative, traumi cranici o che coinvolgono il midollo spinale, malattia di Parkinson, demenze giovanili o demenza di Alzheimer.
Basandosi sulle linee guida e sulle buone pratiche esistenti, la terapia occupazionale mira al raggiungimento di una miglior qualità della vita per la persona con disabilità e per tutto il suo contesto di vita, aumentando la partecipazione alle attività significative personali. Fondamentale è il lavoro con la famiglia e con il caregiver, interno o esterno alla famiglia, al fine di ottimizzare l’assistenza da un punto di vista funzionale per entrambi i protagonisti.
Importante è anche l’attenzione all’inserimento lavorativo e una valutazione delle abilità in questo contesto, sia nel caso di bambini con disabilità congenite diventati adulti che in caso di eventi traumatici o organici che comportano una disabilità residua.

ETA’ EVOLUTIVA
Le disfunzioni motorie o cognitive che coinvolgono l’età evolutiva sono diverse. Possono essere legate a una diagnosi specifica come PCI, disturbo della coordinazione motoria, disturbi dell’apprendimento, disturbo dell’attenzione e iperattività, disprassia, disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva, sindromi genetiche.
Oppure possono essere presenti anche singolarmente in bambini a sviluppo tipico che presentano quindi difficoltà di coordinazione motoria, bimanuale, oculo-manuale, manualità grossolana e fine, grafo-motricità o a livello di funzioni esecutive, attenzione, abilità visuo-spaziali, abilità di letto-scrittura e comunicazione.

L’intervento prevede la stretta collaborazione con la famiglia e gli insegnanti al fine di proseguire il lavoro neanche nei contesti quotidiani del bambino, garantendo una migliore qualità di vita del bambino stesso e di coloro che con lui si interfacciano.