TERAPIA OCCUPAZIONALE

La terapia occupazionale è la professione sanitaria della riabilitazione che ha come obiettivo il raggiungimento del più alto livello di autonomia nelle attività significative della vita quotidiana, che sono definite occupazioni.

L’intervento si rivolge a persone che presentano difficoltà/disabilità cognitive e/o fisiche temporanee, progressive o permanenti che compromettono lo svolgimento in autonomia delle occupazioni comprese nelle tre sfere della vita: cura di sé, produttività e tempo libero.

L’intervento del terapista occupazionale si svolge rilevando risorse e limiti delle capacità personali, della struttura delle occupazioni e della loro sequenza (è infatti l’esperto dell’analisi dell’attività), dell’ambiente fisico e umano in cui vengono svolte, e proponendo soluzioni di acquisizione o di compenso per farne fronte, mantenendo ruoli e ottenendo la massima partecipazione possibile alla propria vita.

Si effettuano trattamenti in tutti i luoghi di vita, dal domicilio al posto di lavoro/scuola ai luoghi del tempo libero con bambini, adulti e anziani con qualunque tipologia di disabilità.

ADULTO/ANZIANO

Le disabilità che coinvolgono l’età adulta e l’anziano sono molteplici. Possono essere di natura traumatica o organica (secondarie a patologie specifiche). Esempi di cause possono essere l’ictus ischemico o emorragico, distrofie muscolari e altre patologie neurodegenerative, traumi cranici o che coinvolgono il midollo spinale, malattia di Parkinson, demenze giovanili o demenza di Alzheimer.

Basandosi sulle linee guida e sulle buone pratiche esistenti, la terapia occupazionale mira al raggiungimento di una miglior qualità della vita per la persona con disabilità e per tutto il suo contesto di vita, aumentando la partecipazione alle attività significative personali. Fondamentale è il lavoro con la famiglia e con il caregiver, interno o esterno alla famiglia, al fine di ottimizzare l’assistenza da un punto di vista funzionale per entrambi i protagonisti.

Importante è anche l’attenzione all’inserimento lavorativo e una valutazione delle abilità in questo contesto, sia nel caso di bambini con disabilità congenite diventati adulti che in caso di eventi traumatici o organici che comportano una disabilità residua.

ETA’ EVOLUTIVA

Le disfunzioni motorie o cognitive che coinvolgono l’età evolutiva sono diverse. Possono essere legate a una diagnosi specifica come PCI, disturbo della coordinazione motoria, disturbi dell’apprendimento, disturbo dell’attenzione e iperattività, disprassia, disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva, sindromi genetiche. 

Oppure possono essere presenti anche singolarmente in bambini a sviluppo tipico che presentano quindi difficoltà di coordinazione motoria, bimanuale, oculo-manuale, manualità grossolana e fine, grafo-motricità o a livello di funzioni esecutive, attenzione, abilità visuo-spaziali, abilità di letto-scrittura e comunicazione.

L’intervento prevede la stretta collaborazione con la famiglia e gli insegnanti al fine di proseguire il lavoro anche nei contesti quotidiani del bambino, garantendo una migliore qualità di vita del bambino stesso e di coloro che con lui si interfacciano.